sabato 28 febbraio 2015

Delitto e Castigo, frammenti.

Ho ripreso la lettura di Delitto e Castigo e non riesco a ricordare, né capire perché l'avessi messo da parte. È meraviglioso.
Petr Petrovic, d'altronde, era una di quelle persone apparentemente amabilissime in società, e con grandi pretese di cortesia, che tuttavia, appena qualcosa non va loro a genio, perdono tutte le loro doti e diventano simili più a sacchi di farina che a disinvolti cavalieri. 
Uhm... mi ricorda qualcuno...
 [...] ma so altrettanto bene che Marfa Petrovna, in fondo, era probabilmente contenta di questa mia, diciamo così, iniziativa. La storia con vostra sorella era ormai stata delibata fino all'ultima goccia. Da più di due giorni Marfa Petrovna era costretta a rimanere in casa; non aveva più niente da raccontare in città, e ormai aveva annoiato tutti con quella sua lettera [...]. Ed eccoti, a un tratto, quelle due frustate: una vera manna celeste! Subito diede ordine di attaccare i cavalli!... [...]
Ancora, mi ricorda qualcuno... sempre la stessa persona, tra l'altro.
«Ma non si tratta affatto di questo,» lo interruppe Raskòlnikov, disgustato. «Semplicemente voi fate schifo, sia che abbiate ragione sia che non l'abbiate, e loro non vogliono saperne di voi, e vi scacciano. Perciò andatevene!» 
Eh, già! Riferito alla persona di cui sopra, indeed.
È un uomo intelligente, ma per agire in maniera intelligente l'intelligenza non basta.
Esatto.

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