sabato 11 ottobre 2014

Amuleto d'ambra [La saga di Claire Randall #2, Outlander #2]

Ho finalmente finito di leggere Amuleto d'ambra, la prima parte di Drangonfly in amber.
Dato che D. Gabaldon è logorroica e inutilmente prolissa, l'editore italiano ha pensato bene di guadagnarci il doppio dividendo i libri a metà. E nonostante ciò Amuleto d'ambra sembra non finire MAI.

*** SPOILER***

Ritroviamo Claire e Jamie in viaggio verso la Francia dove si sistemeranno a Parigi, ospiti del cugino Jared, con l'intento di boicottare il principe Charles Stuart, figlio di Giacomo pretendente al trono inglese.
In  barba a tutta la solita retorica sui viaggiatori nel tempo riguardante il non alterare gli eventi, loro decidono che la battaglia di Culloden non ci sarà.
Il libro è un susseguirsi di pagine e pagine di resoconti delle attività di Jamie e Claire: cene, incontri, sesso, pettegolezzi, violenze. Le solite cose, insomma.

Jamie, a tutte le abilità descritte nel libro precedente, aggiunge anche quella di essere un bravissimo mercante di vini e alcolici. Ah, dimenticavo è anche un abilissimo giocatore di scacchi. Ovviamente per chissà quale motivo da signor nessuno scozzese diventa un personaggio così in vista, ma così in vista da essere invitato al risveglio di Luigi XV! E il Re lo nota al punto da invitarlo PERSONALMENTE a Versailles.
Ora... Laird. Cosa è un laird? Non è un lord, assolutamente no. È un titolo associato a una proprietà terriera equivalente al gentiluomo di campagna inglese. Jamie non è nemmeno capoclan come Collum e anzi, attualmente è un commerciante, quindi perché cavolo gode di tutta questa importanza tra la nobiltà? Se la fa con i conti, i duchi e i banchieri più in vista, fa vita di corte nemmeno fosse il conte di Fersen (che non c'entra un tubo, ma non mi veniva in mente nessun altro conte). Perché? Perché Diana ha deciso così, anche se non ha senso. Tralasciamo il fatto che gli esponenti della bassa nobiltà francese facessero carte false per essere invitati a corte e spesso non riuscivano in questo intento, nonostante la prostituzione di mogli e figli, la corruzione, etc... Non dico leggersi un libro di storia del liceo (troppo impegnativo), ma Versailles no bara non è arrivato in USA? ¬_¬

Claire è sempre la solita Claire incapace di stare zitta e di capire quando fare qualcosa, ma soprattutto quando non farla (tanto c'è sempre qualcuno a vegliare e a toglierla dagli impicci). Non appena scende dalla nave fa uno sgarro al Conte Non-mi-ricordo, il quale ovviamente attenterà alla vita di Jamie e alla virtù (ahahahah) di Claire, ma a pagarne le spese sarà, altrettanto ovviamente, un innocente. La storyline di Claire culmina nel ridicolo quando si concede a Luigi XV in cambio della liberazione di Jamie, rinchiuso nella Bastiglia. Voglio ignorare volontariamente l'immensa idiozia della storia della Dama Bianca.
Come era facile immaginare, Claire non porta a termine la gravidanza. Non penso dipenda dagli ettolitri di brandy e vino che beve di continuo, quanto dall'incapacità della scrittrice di far andare avanti una storia senza l'uso di drammi e tragedie. L'aborto giustamente mancava. Quello che non mancava era il ricorso a trovate paranormali indecenti e infatti Mastro Raymond salva Claire da morte certa con la sola imposizione delle mani... o meglio masturbandola. Bello ed elegante, senza dubbio; fa il paio con il "rituale" che salva Jamie nell'abazia. Voglio, ancora una volta volontariamente, ignorare la vera natura di Raymond perché è una cosa troppo troppo troppo troppo stupida (al pari del cavallo d'acqua di Loch Ness).

Seguendo un trend iniziato nel primo libro, lo stupro è il terzo protagonista, dopo Claire e Jamie. Non so se si può definire stupro l'atto sessuale tra Luigi e Claire, ma sicuramente lo è quello che subisce la futura Mary Randall che viene violentata per strada e perde così la verginità a 15 anni. Come sempre c'è un'abbondanza disgustosa di dettagli morbosi perché il lettore deve essere sempre costretto a immaginare lo scenario peggiore possibile, come se già l'evento in sé non fosse abbastanza doloroso.
Come se non bastasse, viene introdotto nella storia un bambino, Fergus, che diventa il tuttofare di Jamie e che ovviamente viene stuprato da Black Jack Randall perché quest'ultimo non poteva essere "solo" un sadico omosessuale, doveva essere anche pedofilo rispettando, così, il pregiudizio omofobo per eccellenza.
Ah sì, Randall è ancora tra noi (la sua apparizione è l'unico bel colpo di scena del romanzo), ma Jamie gli infilza i gioielli di famiglia. Come in tutte le soap che si rispettino, mi aspetto che ricompaia ancora in futuro, miracolato: dovrà pur riuscire a violentare Claire, prima o poi... o qualche altro parente/amico/protetto di Jamie.
È impossibile non notare la differenza di attenzione dedicata allo stupro a seconda del personaggio che lo subisce. Se si tratta di un personaggio principale, l'atto viene riportato come una tragedia apocalittica con ripercussioni per interi capitoli; se la vittima è un personaggio secondario la cosa viene presa con molta filosofia, per non dire con superficialità. Per me è disturbante.

Visto che le scene morbose erano poche, D. Gabaldon pensa bene di ficcare nella storia, come i cavoli a merenda, una descrizione dettagliata della gioiosa pratica che consiste nello squartare un uomo. E quando scrivo dettagliata, intendo davvero MOLTO dettagliata. Non ha nessuna utilità ai fini della storia, è un riempitivo (nemmeno stessimo leggendo un libro di 150 pagine!) e come tale, si tratta di pura e semplice violenza gratuita nei confronti del lettore.

Ho avuto la sfortuna di leggere in giro qualche femminista commentare entusiasticamente questa saga perché la protagonista è una donna forte, priva di inibizioni sessuali. Ok. Parliamone. Claire gode nel fare sesso, beve un sacco e impreca, ma è totalmente sottomessa alla cultura maschilista. Non saprei spiegarmi diversamente il fatto che lei quasi implori Jamie di picchiarla per punirla di essersi concessa a Luigi XV, ma anche il fatto che lei accetti di prostituirsi per farlo uscire di prigione, per non parlare poi del fatto che provano a violentarla di continuo o della masturbazione come atto terapeutico (la stessa "terapia" che toccava alle donne considerate isteriche!). Ma le femministe si sono bevute il cervello?

Nel caso non fosse chiaro, il libro non mi è piaciuto. Non sono i temi trattati o la violenza a infastidirmi perché ho letto libri totalmente basati sull'abuso psicologico e/o fisico. La motivazione risiede nell'eccesso: eccesso di dettagli morbosi, eccesso di stupidaggini, eccesso di tragedie, eccesso di parole. Non si può riempire una storia di qualsiasi cosa ti passi per la mente, senza una selezione, un criterio. Senza gusto.

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