mercoledì 8 gennaio 2014

Sherlock 3x02

Ormai nei confronti di Sherlock ho perso qualsiasi obiettività. Mi piace sempre e anche quando non mi piace, semplicemente mi piace di meno del livello medio di gradimento che è abbastanza elevato. Questa terza stagione, poi, la sto trovando davvero bella e divertente. Saranno i due anni di attesa, sarà l'amore smisurato per Gatiss e Moffat, sarà l'adorazione per Benedict Cumberbatch e Martin Freeman, sarà qualsiasi cosa, ma io quando guardo Sherlock vado in estasi. :D
Quando mi imbatto nelle critiche, poche per la verità, non le capisco. Magari riesco anche a riconoscere un certo fondamento, ma alla fine penso sempre che si tratti del classico pelo nell'uovo e ignoro la questione. XD Ecco, sì, l'ho detto che non sono obiettiva!

A seguire, spoiler, tanti spoiler!


L'episodio 3x02 è senza dubbio particolare. Il lavoro investigativo è messo leggermente da parte per lasciare spazio al matrimonio del secolo (dopo quello di William&Kate ovviamente :3), ma non ne ho sentito la mancanza.
Prima di tutto, Sherlock deduce e lo fa in grande stile, dando sfoggio di sé e delle sue abilità; il processo deduttivo ci viene proprio fatto vedere, con tanto di Mycroft che ricopre il ruolo di guida razionale. Inoltre, il caso non è così insulso come si potrebbe pensare, anzi mi è sembrato intrigante e perfettamente integrato con la parte più frivola dell'episodio. A me è piaciuto che due casi apparentemente indipendenti alla fine si dimostrino connessi tra loro e ho trovato interessante vedere Sherlock in difficoltà e parzialmente incapace di concentrarsi in un contesto così carico di emotività e di distrazioni. Dopotutto è arcinoto che il principio alla base dell'attività di Sherlock Holmes è appunto la distanza da emozioni e affetti, visti come elementi in grado di offuscare la razionalità e la logica. In questo episodio ne vediamo appunto le conseguenze. Per non parlare poi, delle deduzioni ubriache!

fonte: http://misssiena101.tumblr.com/post/72574663628/loving-sherlocks-analysis-3

In generale, ho adorato le scene dell'addio al celibato, da Sherlock che pianifica il tasso alcolico medio per non perdere il controllo della situazione, a John che gli corregge la birra, a entrambi che giocano, fino al finale sul tappeto (LOL, a cuccia! Mi riferisco ad altro! :p). Le mie sbronze di gioventù erano molto simili a quelle di Sherlock anche se io non ho mai rischiato di scatenare una rissa! :D «I know ash!»

Per quanto riguarda la cerimonia per eccellenza, assistiamo ad uno Sherlock assolutamente adorabile nella sua ansia pre-matrimoniale (io, al mio matrimonio, ero rilassatissima, in confronto! XD). Ho adorato la storia dei tovaglioli, ahahahahah, e ho pensato "grazie al cielo, non ho dovuto scegliere anche questa cosa, insieme al colore delle tovaglie e dei coprisedia!". In realtà, tutta la preparazione del matrimonio è stata spassosissima e mi sarebbe piaciuto avere uno Sherlock a consigliarmi per i tavoli e a istruire gli invitati.

fonte: http://lucifersaam.tumblr.com/post/72455999626

E poi c'è il discorso del best man. *__________* Per me, potevano fare un episodio di 6h con solo il discorso e mi sarebbe piaciuto lo stesso. Sherlock parla davvero tanto in questo episodio ed è una gioia starlo a sentire (soprattutto per una feticista della voce di Benedict Cumberbatch come la sottoscritta). È stato anche molto interessante vedere la sua reazione dopo essere stato scelto come testimone e sapere cosa in realtà nascondeva tutto quell'inusuale silenzio. :)
Leggendo i romanzi e i racconti di Arthur Conan Doyle, io ho sempre provato un grande senso di solitudine e ho sempre pensato che l'allontanamento dalle emozioni per Sherlock Holmes sia quasi una scelta obbligata, una difesa dalla sofferenza dell'abbandono, che egli maschera con motivazioni razionali. Non so se queste fossero le reali intenzioni di ACD o se è il mio vissuto a suscitare in me queste impressioni, ma questo è uno dei motivi per cui Sherlock Holmes mi piace tanto. In questa ottica, tutte le reazioni di Sherlock mi sembrano assolutamente canon. Watson è la controparte umana di Sherlock, è il suo legame con le cosiddette persone normali, con il modo di sentire e vivere delle persone normali e Holmes anche se è convinto di essere immune, alla fine, si affeziona a Watson (anche nel canone è così, Watson è l'unica persona che Holmes tiene in considerazione, per la quale nutre stima e rispetto). Questo legame porta inevitabilmente a delle conseguenze, tra queste la perdita di controllo e di lucidità di Sherlock, il suo voler essere all'altezza della stima dell'amico, il suo essere completamente spiazzato difronte al calore e all'affetto espresso da un'altra persona. Se ci aggiungiamo che oggi abbiamo una sensibilità diversa da un uomo vissuto in epoca vittoriana, abbiamo valori diversi e anche una maggiore libertà nell'esprimere la nostra emotività, ecco che per me Sherlock è assolutamente canon, nel senso che non tradisce il personaggio originale pur rendendolo perfettamente attuale.
Questo è il finale de Il segno dei quattro, il romanzo in cui Watson conosce Mary Morstan:
«La spartizione degli onori mi sembra ingiusta», dissi. «In questa storia, lei ha svolto tutto il lavoro. Io ci ho guadagnato una moglie, Jones ci ha guadagnato il credito, e a lei che resta?» «A me», rispose Holmes, «resta ancora un flacone della cocaina.» E allungò la sua mano bianca affusolata.
È tanto diverso da Sherlock che si guarda in torno circondato da persone che si divertono e che va via dal matrimonio, solo? Per me no. Ho provato lo stesso senso di solitudine, di estraneità, di isolamento.

Sempre considerando il canon, ho colto qualche citazione, poche per la verità dato che non sono proprio espertissima. Tra queste, il riporre le millemila sigarette nella pantofola persiana in cui lo Sherlock Holmes cartaceo conserva il tabacco, il riferimento alla cenere che già avevamo visto nella prima stagione e il nano con la cerbottana. Visto che ho ricominciato a leggere il canon dall'inizio, sicuramente a breve coglierò altri dettagli. :3

Vorrei spendere due parole anche per Mary. È stupenda. Già tremo al pensiero che possa succederle qualcosa nel terzo e ultimo episodio. :( Non conoscevo questa attrice, nel senso che non l'avevo mai vista recitare: è deliziosa, così naturale e così a suo agio. L'interazione tra i tre, poi, è riuscitissima. Adoro il fatto che non si faccia intimorire da Sherlock, ma che non gli sia nemmeno ostile. :)
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