martedì 7 gennaio 2014

Death comes to Pemberley e Downton Abbey Christmas Special 2013

Inizio con qualcosa che mi è piaciuto.


Sì, non è Jane Austen. Sì, è un giallo classico. Sì, come giallo non è granché. Ma... che bello passare di nuovo qualche ora con Darcy e Lizzy!
I personaggi sono abbastanza fedeli agli originali austeniani, Lydia e Mrs Bennet soprattutto. :D Non sono molto convinta degli attori scelti per Elizabeth (Anna Maxwell Martin) e Darcy (Matthew Rhys): lei l'ho trovata con poca verve, Lizzy me la ricordavo più pungente e ironica; lui non lo so, di solito Darcy, in tutte le sue interpretazioni, mi ha suscitato reazioni scomposte :D mentre in questo caso, niente, sono rimasta completamente indifferente. C'è anche da considerare che è passato qualche anno dalla fine di Pride&Prejudice e che Lizzy e Darcy sono ormai adulti e genitori, quindi ci sta che siano meno spumeggianti. Bisogna aspettare l'arrivo di Lady Catherine de Bourgh per vedere riemergere la vecchia Lizzy.
Per la prima (e forse unica) volta ho provato simpatia per Wickham e so che Zia Jane non mi perdonerà mai per questo! Anche se come al solito ci mette del suo, Wickham è così palesemente vittima delle circostanze che non si può proprio restare indifferenti ai suoi occhioni... o meglio, agli occhioni di Matthew Goode. :D
Parliamo di Matthew Goode. Perché io ho ignorato la sua esistenza fino ad oggi? Eh? Eh? Ho letto la sua bio su Wikipedia e mi son resa conto di aver visto molti dei film in cui ha recitato, ma non l'avevo notato per niente. Evidentemente ci voleva una bella cravatta e un abito regency per attirare la mia attenzione! :3
Per il resto, Death comes to Pemberley è una miniserie BBC e già questo è sinonimo di qualità. Ottima cura della ricostruzione storica, dei costumi e delle acconciature. Buon ritmo e buona regia. Insomma, la solita buona tv britannica che difficilmente mi delude.

E ora, Downton Abbey.
Non capisco perché continuo a infliggermi questa tortura. L'ultima stagione più o meno decente è stata la seconda, poi la qualità di scrittura è precipitata e l'aspetto soap opera ha preso il sopravvento. Forse continuo a seguirlo nella speranza di riprovare le stesse emozioni della prima stagione, non so, però so che tutte le volte ci resto malissimo.
Seguiranno tanti spoiler sullo speciale di Natale 2013.
Prima di tutto, gli spasimanti di Mary sono ridicoli e altrettanto ridicola è Mary che flirta con chiunque e che rispolvera Matthew solo quando deve rifiutare le varie dichiarazioni d'amore, per non parlare della soddisfazione che manifesta quando Gillingham le comunica che Blake, in realtà, è uno di loro, un ereditiere.
Poi, la gravidanza di Edith, tema tanto importante quanto buttato via a casaccio. Dopotutto che ce ne frega di Edith, è solo quella a cui capitano tutte le sfighe del reame e che non ha diritto a un lieto fine, nemmeno momentaneo. Mary si sposa con il tanto desiderato poor cousin Matthew, Sybil addirittura con l'autista, ma no Edith deve restare zitella, punto e basta. Questa volta, s'è beccata il giornalista con la moglie internata (Jane Eyre dice niente?) che per divorziare prende la cittadinanza tedesca e va in Germania, proprio a Monaco di Baviera, proprio durante l'ascesa del nazismo. Ovviamente non poteva farsi i fatti suoi visto che era lì solo per una questione burocratica, no, doveva discutere con alcuni proto-nazisti e sparire nel nulla. Chiaramente dopo aver messo incinta al primo colpo la figlia di un Lord. Che culo. Sempre perché è fortunata, Edith, in Svizzera, mette al mondo una bambina, quindi nemmeno un futuro erede nel caso in cui il piccolo George tiri le cuoia. E vaaaabbè.
Degna di nota è l'epidemia di sentimentalismo che imperversa a Downton e dintorni. Non solo Mary con i suoi tre boys, ma anche Isobel con un vedovo che le fa la corte, Branson con la cafonazza che fa la maestra, Baxter con Molesley, il fratello di Cora con una cacciatrice di patrimoni, il padre della cacciatrice a sua volta a caccia dei soldi della madre di Cora e persino tra Mr Carson e Mrs Hughes pare ci sia del tenero!!!!!!!!! Stucchevolissimo.
Tralasciamo Thomas in pieno delirio ormonale che intriga e rompe le palle a chiunque senza un motivo apparente e parliamo di Bates. Bates, la povera anima con tutto il mondo contro, vince il premio psycho dell'anno; diciamo che non sono più così convinta che non sia implicato nella morte della sua prima moglie. Tra l'altro scopriamo che Bates, in galera, deve aver seguito dei corsi di formazione professionale per falsari e borseggiatori. Perché? Non ci è dato saperlo, ma è spuntata la sua vena da super criminale che Moriarty a confronto era un dilettante.
Che altro dire, la storyline della lettera rubata fa troppo Sherlock Holmes, ma Mary e Rose non sono Sherlock Holmes e Watson, quindi per quanto mi riguarda, il tutto è risultato abbastanza stupido.
Poi come al solito, bellissimi costumi, acconciature e location, ma una serie può basarsi solo su questo? Per me no.
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