mercoledì 4 settembre 2013

Nobile Satiro di Lucinda Brant

In pratica è la versione non edulcorata di La pedina scambiata di Georgette Heyer. In realtà, le differenze non sono poche, purtroppo però, la sensazione di "già letto" mi ha accompagnato durante tutta la lettura.
Manca completamente l'ironia e la comicità di G. Heyer, ma proprio per questo i personaggi sembrano meno caricaturali, anche se meno divertenti. Il Duca oltre a essere il prototipo del macho dell'epoca, si scopre avere anche un lato sentimentale, quindi appare molto più "umano" di come viene descritto all'inizio del romanzo (e soprattutto meno "soprannaturale" rispetto al Duca di Avon di La pedina Scambiata).
Bella la componente "crime" (sì, lo so, è un po' esagerata come definizione :D) e inquietante il giusto il cugino psycho.
Mi è piaciuta anche la schiettezza con cui vengono riportati usi e costumi dell'epoca: è giusto chiamare le cose con il proprio nome e ricordare che le epoche passate nascondevano violenza e volgarità sotto una facciata di eleganza e affettazione.

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