lunedì 16 settembre 2013

La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalier

Maledetta sia la narrazione in prima persona.
Non mi è piaciuto, per me è insipido e poco coinvolgente. Inoltre ho trovato un po' ridicola l'idea che una sguattera potesse dare consigli "estetici" a Vermeer e per di più farlo senza essere interpellata, nel diciassettesimo secolo!
Vermeer, poi, viene descritto come un uomo vigliacco e insulso, ma tanto bravo a dipingere. Non che dovesse essere per forza una persona per bene, ci mancherebbe, ma visto che della sua vita si sa pochissimo, mi ha dato fastidio questa interpretazione così libera e nettamente negativa.
Infine Griet è costantemente circondata da persone meschine, egoiste e vigliacche, perché? L'autrice forse pensava che sarebbe stato più facile simpatizzare con la protagonista se questa fosse stata vittima o in qualche modo vessata, oppure pensava di mettere in evidenza la sua modernità (fuori luogo e poco verosimile, secondo me)? Non ne ho idea, ma l'unica sensazione che ho provato è stata la mancanza di equilibrio nelle vicende della protagonista.

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