giovedì 4 ottobre 2012

Guerra e Pace

*** Spoiler ***

Come mai quattro stelline e non cinque nonostante il romanzo mi sia piaciuto tantissimo? In breve, tutto ciò che non riguarda i protagonisti è noioso. :p

Dal terzo libro ho iniziato a saltare o a leggere sommariamente i capitoli che parlavano di Napoleone e dei suoi generali, dello zar, di Kutuzov e dei suoi generali, dei soldati, degli accampamenti, dei movimenti delle truppe e delle battaglie. Stesso trattamento per i capitoli in cui Tolstoj pedantemente parla di storia, di guerra, di pace, di popoli, di storiografia, di valori e di valutazioni. A me piace quando lo scrittore esprime le sue idee e la sua visione del mondo, ma preferisco che lo faccia attraverso la narrazione e non per mezzo di lezioncine lunghe svariati capitoli, con le quali tra l'altro spezza completamente la tensione narrativa. Se la sua intenzione era quella di fare un'analisi storica, sociologica e filosofica (assolutamente parziale, tra l'altro) delle guerre napoleoniche avrebbe dovuto scrivere un saggio, non un romanzo.
Per quanto riguarda i capitoli che raccontano la guerra, invece, devo dire che all'inizio li trovavo interessanti, ma a lungo andare sono diventati troppo lunghi, troppo dettagliati e, per certi versi, troppo astratti.
Comunque, la cosa che ho detestato di più di questo romanzo è stato il francese. Pagine intere di frasi scritte in francese, senza nemmeno una nota (complimenti al curatore -.-), di cui non capivo assolutamente niente. Irritante.

Come sempre, i romanzi di Tolstoj sono popolati da una miriade di personaggi, piccoli individui miserabili, tra cui spiccano i protagonisti che, senza incarnare necessariamente valori positivi, si elevano leggermente dalla marmaglia indistinta costituita dal popolo e dall'alta società. Non posso dire di essermi affezionata a questo o quel personaggio, onestamente mi sono risultati tutti piuttosto irritanti e spesso dissennati, però ce n'è uno che mi ha colpito: il principe Andrej Bolkonskij. Non è simpatico, non è affabile, ma è carismatico e soprattutto, nel bene o nel male, agisce, s'interroga e fa qualcosa (non si lascia trascinare dagli eventi, dai soldi e dall'opinione pubblica). Essendo troppo brillante, ovviamente, fa una brutta fine! -.- Non solo fa una brutta fine, ma c'è un vero e proprio accanimento dello scrittore nei suoi confronti: padre abominevole, moglie oca che muore di parto, prima ferita di guerra e prigionia, seconda ferita di guerra e morte, tradimento della fidanzata, amicizia di Pierre (questa per me rientra nelle sfighe! :D) e vita spirituale assolutamente tormentata. Mi si dirà che anche Pierre e Nikolaj hanno patito tanto, ma, a parte che secondo me entrambi se lo sono meritati, alla fine hanno avuto il loro lieto fine.
Nikolaj non lo reggo, è opportunista e vigliacco, e anche se Tolstoj cerca di assolverlo alla fine descrivendolo come un marito esemplare (per l'epoca) di una moglie esemplare (Marja è di una noia mortale durante tutto il romanzo), per me rimane sempre quello che ha messo da parte Sonja quando ha trovato qualcosa di meglio, senza darle una spiegazione o chiederle scusa.
Pierre... nullafacente senza cervello. Tutti i suoi tormenti hanno una e una sola causa: la noia. Non è in grado di fare niente, fa proprie idee altrui, non riesce a portare a termine niente di quello che si propone, è una banderuola ed è vigliacco (non gli perdonerò mai l'indifferenza nei confronti del povero Platon, il soldato compagno di prigionia). Pierre si trova in situazioni assurde non per chissà quale motivo, ma semplicemente perché non prende MAI una decisione e si lascia trascinare dagli eventi. L'unica sua decisione è di sposare Natasha.
Natasha, mai lette le vicende di una ragazza così inconstante. All'inizio è totalmente fuori di testa, ma suscita tenerezza perché è poco più di un'adolescente. Da adulta rimane comunque una tizia che non è in grado di soffermarsi su un pensiero per più di 5 minuti, che vive così come viene e che non ha opinioni. Da ragazzina allegra e strafottente diventa un animale da riproduzione, il cui unico scopo è avere un marito, procreare e allevare la prole. D: Posso capire che a Tolstoj questo può sembrare un grande esempio di donna, ma io non posso fare a meno di pensare che è una fine davvero miserabile! Che cosa è successo a questo personaggio? Sembrava tanto energico e moderno!
I personaggi minori sono tutti più o meno insulsi, opportunisti, falsi e frivoli. I membri della famiglia Kuragin sembrano quasi geneticamente stronzi; Boris è la personificazione del lecchino; Berg, con sua moglie Vera, sembra un automa, è come se agisse in base a un programma memorizzato da qualche parte nel suo cervello; Dolochov è uno squilibrato. L'unico che mi ha da subito suscitato simpatia è Denisov, forse perché è equilibrato, si innamora, si commuove, è assennato, si preoccupa per gli altri, insomma è una persona normale! :D
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