sabato 13 settembre 2008

Il tamburo di latta di Gunter Grass

Per me questo libro è stato abbastanza difficile da leggere principalmente perché mi perdevo spesso nei ragionamenti contorti di Oskar.
A dire il vero, non sono in grado di dire se mi sia piaciuto o no: in certi momenti l'ho trovato affascinante, in altri molto irritante, in altri ancora noioso.
Ho trovato la figura di Oskar abbastanza snervante, con tutto il suo guardare il mondo dall'alto in basso, nonostante la sua condizione di nano lo costringesse a fare il contrario (:D).
Probabilmente, se avessi inteso il romanzo come una metafora riguardo la Germania nazista e post-bellica (come ho letto in giro), avrei avuto un'impressione diversa e forse avrebbe suscitato in me un interesse o una riflessione maggiore.
Storia a parte, Gunter Grass ha uno stile molto originale e complesso. Passa da un registro all'altro nel giro di tre pagine. E' molto ricercato nel lessico. Mi è piaciuto molto quando sovrappone la narrazione degli eventi ai pensieri che tali eventi suscitavano in Oskar. Non so se mi sono spiegata bene, ma mi riferisco, ad esempio, al funerale di Matzerath.

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