venerdì 25 luglio 2008

Mansfield Park di Jane Austen

A mio avviso, Mansfield Park è il libro più noioso scritto da Jane Austen.

*** SPOILER ***

Ho trovato tutti i personaggi profondamente irritanti, in particolar modo Fanny ed Edmund. Entrambi sono un concentrato di perbenismo e bigottismo da voltastomaco, sempre pronti a giudicare gli altri dall'alto della loro morale rigida e cieca. Fanny, in particolare, è di una ipocrisia da far spavento, tutta sorrisi e gentilezze con gente che disprezza, al di là della semplice educazione.
In generale, del romanzo non mi è piaciuto il fatto che tutti i personaggi, ad eccezione di Fanny, abbiano qualcosa di negativo: la protagonista è l'unica che viene assolta con la sua perfezione morale. Il comportamento di Fanny nella sua vera casa, con la sua vera famiglia è indecente: non ci vuole molto ad essere raffinati ed eleganti quando non si ha altro a cui pensare se non lo scorrere delle stagioni, lo sbocciare dei fiori e le passeggiate a cavallo. Miss Crowford, almeno, manifesta apertamente le sue inclinazioni al lusso, al denaro e al benessere; Fanny no. E non è nemmeno in grado di ammetterlo serenamente: nel momento in cui un pensiero del genere solletica la sua mente, lo ricaccia indietro perché moralmente non accettabile. Se fosse pura come più volte viene detto, un pensiero del genere non verrebbe neppure formulato.
In definitiva, questo romanzo per me è stato molto deludente, forse perché avendo letto gli altri romanzi di Jane Austen avevo aspettative abbastanza alte.

Mi è venuta una cosa in mente. Mi verrebbe da dire che Edmund "s'è cresciuto" una moglie. Dalle mie parti si dice così quando un ragazzo più grande si fidanza con una ragazzina e negli anni ne plasma i pensieri e i modi, in pratica si educa una moglie. Edmund alla fine fa la stessa cosa: negli anni plasma Fanny in base alla sua idea di morale e decoro e la trasforma in una versione femminile di se stesso. E il loro matrimonio per me era scontato e ovvio dall'inizio.

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