mercoledì 20 giugno 2007

La Compagnia dei Celestini

Titolo: La Compagnia dei Celestini
Autore: Stefano Benni
Casa editrice: Feltrinelli

Dal retro del libro:
Un'oscura e crudele profezia che appare sui muri, scritta da una mano invisibile, incombe sulla ricca e corrotta terra di Gladonia. Anno 1990 e rotti: Memorino, Lucifero a Alì, gli spiriti più ribelli dell'orfanotrofio dei Celestini, fuggono per poter rappresentare Gladonia al Campionato Mondiale di Pallastrada, organizzato dal Grande Bastardo in persona, protettore degli orfani di tutto il mondo. Al loro inseguimento si lanciano Don Biffero, il priore Zopilote dal segreto diabolico, e Don Bracco, il segugio di orfani, nonché il celebre e cinico giornalista Fimicoli con il fedele scudiero-fotogarfo Rosalino. Nella fuga e nell'inseguimento si incontrano, si perdono e si ritrovano personaggi strordinari, i nove pittori pazzi Pelicorti, la bionda e misteriosa Celeste, i magici gemelli campioni da pallastrada, il re dei famburger Barbablù, il meccanico Finezza, il professor Eraclitus, l'Egoarca Mussolardi, l'uomo più ricco e fetente di Gladonia, e le numerose squadre di pallastrada provenienti da tutto il mondo, leoni africani, sciamani, pivetes e volpette lapponi. Ma dopo l'ultimo scontro tra Celesti e Diavoli la profezia del palazzo...

Questo è il secondo libro che leggo di Benni. Il primo, Terra!, mi era piaciuto da morire. La lettura della Compagnia dei Celestini, invece, non riusciva a decollare. Insistendo, ho capito perché. Ci vuole concentrazione per seguire la storia: il racconto è pieno zeppo di personaggi, nomi, storie e luoghi. Capita che si possa perdere il filo e quindi dover fare mente locale o tornare indietro di qualche pagina.
Questo, però, non lo considero un difetto, anzi, per quanto mi riguarda, è stato come se Benni si fosse limitato a descrivere un mondo reale, alternativo al nostro, quindi con tante storie di tante persone diverse, tanti sogni, esperienze e tragedie. E a voler essere pignoli il mondo descritto da Benni esiste veramente: tutto il racconto è un'allegoria dell'Italia di qualche anno fa, anche se io continuo a trovarlo estremamente attuale (significherà forse che in Italia dai primi anni '90 ad oggi non è cambiato niente? :>).
I personaggi negativi sono lo specchio di quello che era (ed è) il mondo politico e "culturale" del periodo (o attuale) e alcuni sono ricalcati da personaggi realmente esistenti... Non è difficile identificare il peggior fetente di Gladonia, Mussolardi, con Berlusconi, o il giornalista Giulio Fimicoli con uno qualsiasi dei nostri pseudo giornalisti televisivi, leccaculo e schietto, critico verso il sistema ma totalmente parte di esso, a caccia di audience ad ogni costo, cinico e scorretto.

Oltre ai numerosissimi nomi e personaggi da tenere a mente, la lettura è resa un po' difficoltosa dallo stile di Benni che personalmente mi ha mandato in estasi. :D  I periodi sono contorti, ricchissimi di iperboli e metafore, giochi di parole e parole coniate per l'occasione. *_*  Il lessico quindi è molto vivace, a tratti forbito, a tratti visionario, è fantastico.
La trama è un po' confusa e non nascondo che ci sono alcune cose che non ho capito ^^; ma spero di rimediare con la seconda lettura.

In definitiva un ottimo libro. Non lo consiglio alle persone prive di ironia e incapaci di capire la satira.
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